Associazione Mare di Favola

Alla fine di Camelle Beach si trova il centro comunitario di Mar de Fábula, un’organizzazione no-profit la cui missione è la pulizia dell’oceano. A tal fine, l’associazione promuove la raccolta e la rimozione di tutti i rifiuti solidi depositati sulla riva durante tutto l’anno, per evitare che ritornino in mare.

Il volume maggiore di rifiuti solidi che inquina il mare e l’ecosistema marino è costituito dalla plastica, in tutte le sue forme e dimensioni. Con l’aumentare della degradazione meccanica, la plastica si frammenta in pezzi sempre più piccoli, rendendo la raccolta manuale più difficile o impossibile e aumentando il suo impatto negativo sulla natura.

Mar de Fábula si propone di essere un altro ingranaggio di questa macchina globale che lavora per preservare la salute degli oceani. Attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, vogliamo trasmettere la necessità che ognuno di noi assuma un ruolo attivo nella conservazione del mare e dell’ambiente marino, senza ulteriori indugi.

Per richiamare l’attenzione del pubblico su questi obiettivi, l’associazione Mar de Fábula organizza laboratori artistici e artigianali basati sul riutilizzo di materiali plastici selezionati tra gli enormi volumi stoccati presso le sue strutture.

IL MARE: L’IMMENSO SCORTA DI STOCCAGGIO PUÒ CONTENERE TUTTO

I materiali plastici sono massicciamente presenti sulle spiagge e sulle dune di A Costa da Morte. Sacchetti, contenitori e bottiglie di plastica disseminano spiagge e dune… ma anche vetro, lattine, polistirolo, stracci, pneumatici, attrezzi da pesca, fruste, corde, lenze, infradito, guanti e stivali di gomma, purtroppo spaiati.

Il mare, origine della vita e principale fonte di risorse per l’umanità, sta subendo le conseguenze di una visione antiquata secondo cui non ha limiti, che è un pozzo senza fondo, che il mare può contenere qualsiasi cosa.

Ma non è così. L’inquinamento degli oceani dovuto allo scarico incontrollato e alla massiccia presenza di rifiuti plastici nelle loro acque ha reso da tempo il deterioramento dell’ecosistema marino una preoccupazione per le principali organizzazioni di tutto il mondo.

Dobbiamo abbandonare la mentalità individualistica che dice: “Sono felice nella mia casa, nel mio giardino o nel mio orto, e non mi interessa il resto”. Il nostro benessere dipende sempre più dalle azioni degli altri.

Ma il mare appartiene a tutti noi; il mare è la nostra casa e il suo ecosistema marino è il nostro giardino. Preservare il suo stato naturale e proteggerlo da tutti gli attacchi che subisce sarà l’unico modo per raggiungere quello stato di benessere e felicità che ogni individuo e ogni comunità desiderano.

METAMORFOSI

Per ottenere un buon raccolto di rifiuti, il momento migliore è subito dopo la tempesta, quando il mare, esausto, riposa la pelle e respira come un bambino…

Poi, le grandi chiuse del PAÑOL GRANDE, travolte da un torrente di detriti e delusioni, depositano sulla riva resti di relitti, bottiglie di vetro senza messaggi, corde di tutte le dimensioni, pezzi di legno che indicano forme, scatole di plastica, bottiglie di plastica, coperchi di plastica, tappi di plastica, tende di plastica, tubi di plastica, sacchetti di plastica pieni di sabbia che ondeggiano sulla riva… e anche pezzi di reti, attrezzi da pesca, stivali di gomma, guanti di gomma, galleggianti, boe, parabordi e sempre, sempre fruste di vari colori, con le punte che spuntano dalla sabbia o tra la giungla secca di alghe, a volte contaminate e altre volte pulite, lucide, come nuove di zecca, come lucciole diurne lavate dal mare… Tutti materiali plastici che impiegheranno centinaia di anni a decomporsi.

Il mare ci restituisce questi materiali, alterati e spezzati dalla sua forza, e ci invita, in un dialogo intimo e paziente, a integrarli nella nostra capacità creativa, suggerendo nuove forme, lontane dal loro precedente uso quotidiano, al di fuori dei circuiti frenetici della cultura consumistica.

E così emergono creature fantastiche di ogni forma e dimensione, con viscere circolari e grandi occhi stupiti. E attraverso la nostra comunicazione visiva con queste creature mostruose ma innocue, possiamo stabilire nuovi canali di analisi e riflessione sul nostro atteggiamento aggressivo e sull’abuso che facciamo del mare e di ciò che lo circonda.

E i rifiuti marini, nelle loro componenti, assumono diverse forme di creazione artistica, ciascuna con un proprio linguaggio, ma tutte rivelatrici dell’irrazionalità del nostro rapporto con il mare.

COMPOSIZIONI

Lo sfondo permanente dei rifiuti marini sono le fruste, pezzi di corda di plastica di tutti i colori, anche se il verde, in tutte le sue sfumature, è di gran lunga il più dominante. Poi viene l’arancione, anch’esso con le sue sfumature, poi l’azzurro, poi il blu scuro, poi il giallo… il rosso è il più raro.

Tutti disegnano cerchi, delimitano forme e riempiono vuoti.

SCULTURE

A volte, il mare, in attesa del momento giusto per una nuova consegna, si diverte a modellare pezzi di plastica, legni alla deriva e persino ferro, vecchie corde di ferro che un tempo trainavano le navi e oggi, con la loro struttura frantumata in artigli, lottano per aggrapparsi a un tempo che sfugge…

E poi arriviamo noi, aggiungiamo il tocco finale e prendiamo in mano l’opera.

MASCHERE

I volti dell’inquinamento. I volti brutti dell’inquinamento, ma anche stupiti.

Hanno tutti un’espressione interrogativa e sconcertata. Sanno di non essere nel posto giusto e che manca ordine e armonia nell’ambiente circostante. Tutto è mescolato con tutto il resto. Sono le maschere di un carnevale esibizionista dove tutto viene esposto, venduto e consumato.

CREATURE CAOTICA

Sanno che, in circostanze normali, non dovrebbero esistere. È come riscrivere la storia della scienza, ma al contrario. È come se l’antica teoria della generazione spontanea, secondo la quale la fermentazione e la putrefazione dei rifiuti organici generavano la vita, non fosse ancora stata superata. Così, sotto le precise convulsioni dell’oceano, a migliaia di secoli di distanza, nelle profondità marine dove la vita brulica caoticamente, i rifiuti di plastica (dopotutto, sono anche carbonio) danno origine a nuove forme di vita.

ARTIGIANATO

Si tratta di recuperare, in laboratori aperti a tutti, l’antica usanza dei marinai di riutilizzare una varietà di scarti e scarti di attrezzi da pesca, dando forma a modellini di navi, giocattoli, soprammobili, ecc., come un modo creativo ed educativo per trascorrere il tempo libero.

Allo stesso modo, l’obiettivo è quello di sviluppare un tipo di artigianato funzionale, unico nel suo genere, come diversi modelli di lampade da terra, da tavolo e da soffitto, che potrebbero trovare sbocco nel settore dell’arredamento.

CONTATTI

Associazione Mare delle Favole
Rúa Portela 18 O Monte Novo 15121 Camelle
Teléfono: +34 608 609 042
E-mail: info@mardefabula.org

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